COME CURARE LA PSORIASI

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Innanzitutto al momento il termine GUARIRE va' cancellato dalla nostra mente, quindi vanno banditi coloro che utilizzano questo termine e poniamo dei dubbi sulla loro moralita'.

Oggi lo stato della medicina e' a buon punto, ma la cura risolutiva non e' ancora una realta'

La ricerca in questi anni, ha fatto passi da gigante e gli studi che in questo momento vengono condotti, possono farci sperare ad una risoluzione del problema.

Nel frattempo abbiamo a disposizione delle cure, anche molto incisive per i casi piu' gravi, e comunque in ogni caso il paziente non deve mai affrontare la malattia con cure "fai da te", ma affidarsi ad un buon dermatologo.

Incominciamo a fare una panoramica , dividendo le terapie in locali e sistemiche.

Le terapie locali dette piu’ propriamente terapie topiche, vengono utilizzate in presenza di psoriasi in forma lieve o come coadiuvante in forme severe.

Abbiamo quindi :

 

terapie cortisoniche.

 

Utilizzate in presenza di lievi lesioni e che comunque e’ sempre consigliato un uso limitato nel tempo e solo in presenza di una fase acuta della malattia.

Hanno il vantaggio di veder regredire la lesione psoriasica in tempi brevi, ma e’ possibile anche il verificarsi di un peggioramento della stessa malattia dopo la sospensione del farmaco.

 

TERAPIA CON CALCIPOTRIOLO.

 

Molti medici la preferiscono alle terapie cortisoniche, per la presenza di minori effetti collaterali e la possibilita’ di utilizzo per tempi piu’ prolungati. Agiscono prevalentemente sulla regolazione del ciclo di riproduzione delle cellule e si basano su derivati della vitamina D3.

 

TERAPIE CON COTRAME.

 

Molto usate nel passato, ma oggi poco adoperate prevalentemente per i disagi che portavano ai pazienti dovuti allo sgradevole odore e per l’impossibilita’ di usare indumenti che facilmente venivano macchiati.

 

TERAPIE CON TAZAROTENE

 

Si basano su derivati della vitamina A (detti retinoidi) che aiutano a regolare la proliferazione cellulare. Vengono utilizzate per periodi limitati (2-3 mesi) di tempo a causa della loro azione irritante se utilizzati nel lungo periodo.

 

TERAPIE EMOLLIENTI.

 

Non si tratta di una vera e propria terapia della psoriasi, ma sono semplici prodotti che aiutano a mantenere la pelle idratata e dando quindi la giusta elasticita’ per non avvertire fastidi nei movimenti, ma possono anche essere utilizzati per l’eliminazione delle squame.

 

Le terapie sistemiche sono destinate a casi psoriasici di una certa entita’ e richiedono maggior controllo e collaborazione con il dermatologo che vagliera’ i benefici/effetti collaterali nel tempo.

Abbiamo quindi :

CICLOSPORINA

Nata come cura di rigetto nei trapianti ha trovato casualmente applicazione anche nella psoriasi, ma la sua somministrazione va’ fatta sotto attento controllo del medico in quanto ha come effetti collaterali la compromissione della funzionalita’ renale ed epatica.

RETINOIDI

Sono farmaci derivati della vitamina A, se utilizzati nel tempo creano una fotosensibilizzazione della pelle tale da compromettere l’esposizione solare del paziente. Inoltre e’ dimostrato che provoca malformazioni fetali e pertanto se ne sconsiglia l’uso in donne in eta’ fertile.

TERAPIE CON METHOTREXATE.

Viene assunto con iniezioni intramuscolo, utilizzato in forme gravi psoriasiche e in presenza di artrite psoriasica, la sua somministrazione va’ fatta sotto attento controllo del medico in quanto e’ epatotossico.

TERAPIE BIOLOGICHE

Importanti studi sulla psoriasi li possiamo notare nell’ultimo decennio, dove con l’intenso studio della genetica anche  la nostra malattia e’ stata passata “al setaccio”.Infatti si e’ capito che, per cause ancora non note si attiva un meccanismo di scompenso nel sistema immunitario.Per usare un linguaggio piu’ semplice, diciamo che quando nel nostro organismo si instaurano delle infezioni, attraverso il sistema dell’infiammazione innescato da molecole dette “citochine “ si avvia un processo di difesa immunitario e una volta sconfitta l’infezione esistono sostanze anti-infiammatorie che disattivano l’allarme immunitario.

Il regista quindi della nostra psoriasi si chiama TNF-α (una citochina).

I farmaci biologici quindi non sono altro che inibitori di questo TNF-α ovvero riducono il processo infiammatorio che e’ in scompenso o falsamente intervenuto.

I farmaci biologici vengono utilizzati da una quindicina di anni e quindi si conoscono gli effetti solo sul breve-medio tempo, ma si stan dimostrando ben tollerabili dal nostro organismo.

Tuttavia in molti pazienti psoriasici si sta’ diffondendo l’idea di esser farmaci innocui e senza controindicazioni.

E’ un concetto che va’ subito chiarito, non deve essere associato il termine biologico con naturale,ma anzi guardando la sua azione di attacco di alcune molecole e’ piu’ assimilabile al concetto di chemioterapia.

I farmaci biologici avendo un’azione immunosoppressoria sottopongono il paziente ad una diminuzione delle difese immunitarie e pertanto piu’ esposto alle infezioni.

L’infezione piu’ importante da monitorare e’ la tubercolosi.

Infatti prima di incominciare la terapia con i farmaci biologici, il paziente viene sottoposto ad esami clinici tra i piu’ importanti c’e’ l’RX toracica e il mantoux test (che è una prova diagnostica che consiste nell'iniezione intradermica, sulla faccia palmare dell'avambraccio, di una piccola quantità nota di tubercolina al fine di saggiare la reattività dell'individuo ad una eventuale infezione dal micobatterio della tubercolosi).

Durante la terapia con i farmaci biologici, necessita anche monitorare la pressione sanguigna e monitorare la funzione cardiaca.

Dal quadro degli effetti collaterali si intuisce bene che i farmaci biologici sono da destinare solo a pazienti che non hanno avuto una buona risposta con altri farmaci convenzionali.